PORNOGRAFIA: PARLIAMONE

“ Ciò che vi è di più alto e di più basso nella sfera della sessualità sono sempre intimamente legati fra loro:
<<dal cielo, attraverso la terra, fino all’inferno>> “

Sigmund Freud

La pornografia è di fatto poco trattata, spesso in modo polarizzato, tra moralismi e superficiale normalizzazione. Pornografia significa: rappresentazione di atti sessuali.
La civiltà pagana aveva regole verso i comportamenti sessuali, seppure in generale non fosse particolarmente condizionante, era una diversa visione. L’attuale civiltà permeata dalle religioni monoteiste (ebraica, cristiana, islamica) è in varia misura e in modo diversificato condizionante verso comportamenti sessuali specifici e situazioni sessuali specifiche. Le religioni monoteiste sono caratterizzate da “maschilizzazione” del sacro, il “femminile” è sostanzialmente e ancora ricondotto alla tentazione e al peccato. In Afghanistan questi aspetti giungono alla estrema esasperazione.
La disapprovazione rende la pornografia pratica disdicevole da celare.
Sicuramente più cercata dagli uomini, è ora tutt’altro che raramente cercata dalle donne. Vi accedono di più i giovani, è comune nell’adolescenza, anche prima dei 14 anni di età. La durata della visione è maggiore nella fascia di età tra i 14 e i 24 anni. Viene guardata dalla coppia nel 26% dei casi, soprattutto tra i 35 e i 60 anni di età. Un suo uso problematico è sicuramente al 3%, ma secondo alcuni si giunge anche al 13%. Si stima che in Italia circa la metà della popolazione adulta guardi in modo occasionale o più che occasionale pornografia.

L’autoerotismo è pratica normale nell’arco dell’intera vita (vedi: Sessualità, masturbazione e disturbi parafilici); La pornografia è stimolo sessuale esterno, come possono esserlo scritti e parole.
Famiglia, natura dei ruoli, differenza di età sono temi comuni nell’ambito della pornografia. Vi è quindi “vicinanza” alla abituale realtà, a volte messa in scena in maniera fortemente trasgressiva. Per esempio può essere rappresentato l’incesto (fittizio), secondo il modello organizzativo della psiche definito da S. Freud, si può pensare alla soddisfazione nel guardarlo di pulsione abitualmente censurata a livello cosciente, pulsione mai superata o allontanata.
Non vi sono elementi certi o abbastanza affidabili sulle preferenze di quello che si guarda in relazione, per esempio, a età, famiglia e stato sociale, livello d’istruzione. Si può pensare che, più che probabilmente, sulle scelte possono avere influenza atteggiamenti puritani e pregiudizievoli in particolare presenti nel contesto famigliare e sociale ristretto di appartenenza.

Se definissimo la pornografia semplicemente come rappresentazione di carattere sessuale realizzeremo quanto essa sia presente nella quotidianità (pubblicità, programmi televisivi, altro). Così definita, inoltre, è pornografia anche l’invio di contenuti a sfondo intimo a mezzo dei dispositivi digitalici molto frequente in particolare tra gli adolescenti, indicato con il termine sexting. Questo coinvolge ragazze, più spesso, e ragazzi tra i 13 e i 19 anni. Frequentemente fatto come prova di appartenenza e fiducia, è destinato a specifica persona (in tale eventualità non è corretto parlare di pornografia), a volte viene fatto per bisogno di conferma sociale (sono attraente e accettato), a volte può essere bisogno di adeguarsi a modelli comuni ed enfatizzati. Queste, più che coerenti interpretazioni, non escludono tuttavia che sia anche o a volte solo un modo di esplorare la propria identità e sessualità.

La normalità può essere anormale, non gioco di parole: semplice verificare che ciò che è normale, abbastanza normale o tollerato in un luogo e comunità può non esserlo in altro luogo e comunità. Senza dubbio la necessità e utilità della convivenza come collettività richiede normalità definite, altrimenti sarebbe il caos. Famiglia, prole e infanzia sono, per esempio, importanti aspetti da correttamente, uniformemente tutelare. La prepotenza di alcuni può, tuttavia, generare normalità irrispettose, oppressive e violente.
Esiste una normalità universale e imprescindibile? È la normalità biologica (bisogni/istinti primari) che ci accomuna agli altri animali e perfino anche in certa misura alle piante.
Il bisogno sessuale si concretizza nell’istinto sessuale, come il bisogno di nutrirsi si concretizza nell’istinto di nutrirsi e il bisogno di conservazione si concretizza nell’istinto di conservazione (essere già naturalmente attivo per vivere e sopravvivere).
La sessualità umana ha peculiarità, alcune anche presenti in altri animali, che vanno oltre l’atto sessuale strettamente inteso: immaginare, toccare, baciare, guardare.
Le percezioni visive sono forte richiamo sessuale, non è affatto sbagliato ritenere che bellezza e prestanza fisica, specie in età feconda, siano dalla natura stessa in un certo senso incoraggiate e favorite.

Concludo. Il desiderio di guardare situazioni di tipo sessuale è quindi di per sé normale. La pornografia, come documentato (papiro di Torino-affreschi, mosaici, sculture di Pompei ed Ercolano romane-riproduzioni artistiche antiche di Cina e Giappone), ha origini lontane.
La regolamentazione dei comportamenti di carattere sessuale cambia tra i diversi contesti sociali, culturali, religiosi. Non è quindi possibile, come detto, definire ciò che è normale e ciò che non lo è, consegue che un atteggiamento corretto non dovrebbe essere subito negativamente giudicante verso i comportamenti sessuali.
Giovani e più giovani sono, come visto, frequenti usufruitori. Sono essi particolarmente e naturalmente attratti da ciò che viene loro interdetto o limitato (psicologia del divieto). Atteggiamenti punitivi, di rimprovero o esclusione non sono corretti in questo ambito come in altri. Famiglia soprattutto e scuola hanno un ruolo fondamentale affinché la pornografia non sia condizionante o limitante ad un approccio alla sessualità paritario, rispettoso e appagante.
In materia sessuale, tuttavia, si continua ad essere discretamente ipocriti per consuetudini personali ed ambientali. In simile scenario la pornografia può anche essere facilmente strumentalizzata a sostegno di leggi repressive, per esempio in tema di libertà di stampa e parola.
In definitiva e semplicemente possiamo dire che sarebbe un’ottima cosa se si avesse un certo grado di accettazione, condivisione, prudenza e soprattutto dialogo nelle cose sessuali.
Potrebbe questo, quasi effetto paradosso, limitare spontaneamente, senza divieti o repressioni l’usufruizione della pornografia.

Silvestro Bevilacqua

22 Settembre 2026