Comportamenti alimentari impropri

comportamenti_alimentari_impropriComportamenti in cui è rilevante una componente psicologica.

 ANORESSIA NERVOSA

Restrizione dietetica autoimposta e in modo caparbio perseguita, a volte associata a condotte di eliminazione (vomito autoindotto-uso di lassativi-enteroclismi). Possibili gravi danni alla salute, magrezze estreme, pericolo per la vita. Solitamente in ragazze e giovani donne.

BULIMIA NERVOSA

Alternanza di abbuffate e condotte di eliminazione, più spesso vomito autoindotto. L’abbuffata avviene in solitudine e consiste nella veloce ingestione di cibi ipercalorici. In giovani adulte e ragazze, rara tra gli uomini di uguale età. Peso corporeo solitamente nella norma.

BINGE-EATING DISORDER (Disturbo di alimentazione incontrollata)

Consiste in episodi ricorrenti di alimentazione eccessiva in assenza di comportamenti di compenso impropri quali vomito autoindotto e abuso di lassativi. Comune l’obesità. Sembra interessare circa il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini. Solitamente diagnosticata in età adulta.

PICA

Persistente ingestione di sostanze non alimentari. Può aversi in bambini con sviluppo normale, mentre negli adulti con maggiore probabilità nell’ambito di disabilità intellettiva o altro problema mentale.

DISTURBO DA RUMINAZIONE

Frequente rigurgito di cibo in bocca. Il cibo può essere sputato o di nuovo inghiottito. In tutte le età, spesso in soggetti con problemi intellettivi.

SINDROME DA ALIMENTAZIONE NOTTURNA

Episodi ricorrenti di alimentazione nelle ore notturne o dopo la cena non dovuti ad insonnia o altro problema. Può complicarsi con una condizione di sovrappeso/obesità.

COMPORTAMENTO DI EVITAMENTO/RESTRIZIONE ALIMENTARE

Nell’infanzia, può persistere in età adulta. Possono verificarsi condizioni di denutrizione/malnutrizione tali da richiedere supporto medico.

OBESITA’

Importante aumento del grasso corporeo. L’obesità semplice più frequente non è connessa ad altre condizioni quali disturbo di alimentazione incontrollata, sindrome della fame notturna, sindromi monogenetiche, malattie endocrine. Variazioni di natura ereditaria nei sistemi di regolazione dell’assunzione del cibo e del dispendio energetico (metabolismo e termogenesi) rendono più facile in alcuni la possibilità di prendere peso. Fattori ereditari possono influenzare anche la distribuzione del grasso corporeo, soprattutto di quello addominale. Perché si realizzi l’obesità semplice richiede un apporto di calorie in eccesso rispetto al dovuto ovvero uno squilibrio significativo tra quanto e cosa si mangia e quello che all’organismo serve e utilizza. Le complicanze possibili includono malattie cardiovascolari, diabete, colelitiasi, epatopatie, malattia tumorale, osteoartrosi, disturbi dell’apparato riproduttivo, apnee del sonno, problemi relazionali, morte precoce.

ALCOLISMO

  • –  Cronico (intossicazione cronica): compromissione del fisico e della psiche che si aggrava nel tempo, dovuta ad una assunzione impropria e costante di alcol;
  • Acuto (intossicazione acuta): comportamenti inappropriati e mutamenti psicologici durante o subito dopo l’ingestione di una eccessiva quantità di alcol che si esauriscono in un arco di tempo limitato (alcune ore). Se l’intossicazione è intensa si giunge al coma e al pericolo di vita. L’alcolismo acuto “ubriacatezza o sballo” interessa fasce di età sempre più basse (15-18 anni) con differenza tra i sessi meno ampia. Più precoce è l’inizio della “abitudine alle intossicazioni acute” più alta è la possibilità che si sviluppi un alcolismo cronico.

ABUSO DI CAFFEINA

La caffeina è presente nel caffè, tè, bevande energizzanti, bibite, integratori. Il caffè nel pensiero comune non è ritenuto nocivo e la sua assunzione, a scopo ricreativo o stimolante, è abituale. Insonnia, nervosismo, disturbi d’ansia possono essere riconducibili ad esso. Una intossicazione acuta da caffeina è possibile, ma a dosi elevate (> 250 mg), il rischio è maggiore fra gli individui più giovani e nelle donne che usano contraccettivi orali. In consumatori abituali la cessazione brusca o la riduzione dell’uso di caffeina può indurre astinenza. In caso di astinenza la cefalea è il disturbo più comune e caratteristico, inoltre fiacchezza, umore depresso o irritabilità, difficoltà di concentrazione, sintomi simil influenzali.

ALTRI COMPORTAMENTI ALIMENTARI IMPROPRI

Condizioni le cui caratteristiche non consentono il loro inquadramento in forme definite, anche se verso queste possono evolvere. Per esempio i regimi alimentari restrittivi impropri adottati solitamente da giovani donne per aderire a modelli estetici desiderati, quali quelli abituali nel mondo della moda.

 TERAPIA

Sostegno psicologico o psicoterapia sono indispensabili. L’ipnosi, attuata da professionisti competenti, è utilissima. I medici purtroppo hanno difficoltà a proporre o ad apprendere e adottare questo assai valido strumento terapeutico. Valutare il contesto familiare e sociale è irrinunciabile. Trattasi frequentemente di giovani donne: i genitori possono inconsapevolmente favorire il manifestarsi del problema o possono favorirne persistenza e aggravamento. Sminuire, ignorare, compatire è improprio quanto rimproverare, colpevolizzare, ricattare. “Stare insieme” senza ovviamente assillo, è opportuno. La terapia farmacologica tradizionale e quella omotossicologica verrà prescritta. Il coinvolgimento del medico nutrizionista può risultare indispensabile per razionalizzare al meglio l’alimentazione.