Covid-19 e vaccini

PREMESSA

Ad oggi, dicembre 2020, sono più di 200 i vaccini SARS-CoV-2 in campo, alcuni in fase iniziale d’impiego. I vaccini si sono dimostrati molto efficaci nel prevenire le malattie infettive e sembrano costituire l’unica valida arma nell’arginare il COVID-19. Forte è il desiderio dell’umanità di riprendere l’abituale cammino, ma l’insegnamento dato dalla pandemia
che lo stare bene di uno è cosa fragile se non sta bene l’altro e tutti alla fine di questa imprevista e aliena stagione sarà molto probabilmente dimenticato.
I vaccini sono “fatti” per indurre una risposta immunitaria verso uno specifico microrganismo. Il sistema immunitario così quando lo incontra veramente è in grado di contrastarlo ed eliminarlo rapidamente e non si ha malattia. Per potersi generare una risposta immunitaria il vaccino deve necessariamente contenere l’intero microrganismo reso innocuo o una parte di esso.

VACCINI DI USO ABITUALE

  1. Vaccino antidifterico: contiene tossoidi (tossine attenuate) preparati da Corynebacterium diphtheriae;
  2. Vaccino antitetanico: contiene tossoidi preparati da Clostridium tetani;
  3. Vaccino antipertosse: contiene parti purificate o semipurificate di Bordetella pertussis;
  4. Vaccino anti-epatite A: da virus dell’epatite A inattivato con formalina;
  5. Vaccino anti-epatite B: costituito da componenti esterni del virus dell’epatite B;
  6. Vaccino Papilloma virus umano: costituito da particelle virus-simili ottenute da proteine dell’involucro del Papilloma virus o capside;
  7. Vaccino anti- influenza: modificato ogni anno al fine di contenere i ceppi più diffusi. Si tratta in genere di 2 ceppi di virus influenza A e di 1 o 2 ceppi di virus influenza B. Si hanno due formulazioni di vaccino: con virus inattivati o con virus vivi attenuati. Il vaccino influenzale inattivato può essere somministrato a tutti, compreso le donne in gravidanza. Il vaccino vivo attenuato deve essere fatto a persone sane di età compresa tra 2 e 49 anni, è da non impiegare in gravidanza e nelle persone con problemi d’immunità;
  8. Vaccino morbillo-parotite-rosolia: contiene virus vivi attenuati di morbillo, parotite e rosolia;
  9. Vaccino antipneumococco: costituito da zuccheri complessi derivati da diversi tipi di Streptococcus pneumoniae. Sono il vaccino 13-valente pneumococcico coniugato e il vaccino 23-valente pneumococcico polisaccaridico;
  10. Vaccino per la poliomielite: contiene Poliovirus di tipo 1, tipo 2 e tipo 3 inattivati. La formulazione Poliovirus vivo-attenuato non è più adottata poiché causava poliomielite in circa 1 individuo su 2,4 milioni.

VACCINI SARS-CoV-2
Sono in fase iniziale d’impiego:

  1. Vaccino ad RNA della Pfizer-BioNTech: utilizza un RNA messaggero che una volta entrato nelle cellule umane le istruisce a sintetizzare la proteina Spike del SARS-CoV-2. Le proteine Spike immesse in circolo inducono la risposta immunitaria;
  2. Vaccino a vettore virale-Sputnik: il vettore virale è un adenovirus modificato in modo da essere innocuo per l’uomo. E’ l’adenovirus a portare il codice genetico utile a produrre la proteina Spike;
  3. Vaccino a virus inattivato-Coronavac: costituito dall’intero virus SARS-CoV-2 inattivato.

CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI
Il vaccino Pfizer-BioNTech sta dando reazioni allergiche di diversa intensità. La necessaria seconda dose non dovrebbe essere somministrata in coloro che hanno avuto una reazione allergica alla prima dose poiché potrebbe aversi uno shock anafilattico, anche letale.
Del vaccino Sputnik i primi rilievi sembrano incoraggianti. Il vaccino Coronavac di fattura cinese, impiegando virus inattivati, è da ritenersi il più sicuro.
Il SARS-CoV-2 è un “virus grande”, caratteristica che lo rende meno incline a mutare. E’ un vantaggio poiché i vaccini in uso o in preparazione dovrebbero risultare efficaci per un lasso di tempo maggiore.
Piccole mutazioni e uno Spillover invertito (uomo-visone) tuttavia sono già avvenuti. Pertanto non si può escludere del tutto una mutazione favorevole in tempi brevi che renderebbe il virus poco o affatto sensibile ai vaccini. Altro aspetto da considerare è che la vaccinazione molto probabilmente potrebbe interessare in maniera non uniforme il pianeta, coinvolgendo per esempio poco o affatto i paesi più poveri. In definitiva bisognerà ancora una volta affidarsi soprattutto alla naturale autolimitazione del virus stesso. Esso resterà nel mondo dando, come l’influenza, malattia con ciclicità stagionale oppure si eclisserà come è accaduto per il SARS-CoV-1, ripresentandosi eventualmente a distanza di anni.