La realtà è l’esperienza vissuta al momento presente, anche quando ricordiamo o prevediamo lo facciamo al momento presente, è quindi realtà.
Il linguaggio, espressione di un bisogno, è nell’uomo evoluta, complessa e diversificata condotta di comunicazione, è pensiero, organizzazione della realtà da comunicare, prima delle parole. Fondamentali gli organi di senso per realizzare la realtà, tuttavia per ricordare o prevedere non vi è sostanzialmente bisogno di essi, sono realtà interiori. In definitiva è il nostro pensiero, organizzazione e soggettivazione della realtà, quello che comunichiamo e condividiamo.
Quanto brevemente detto, discretamente originale, introduce alle realtà alternative: allucinazioni, deliri, dissociazioni, falsi ricordi, illusioni e interpretazioni. Il termine “realtà alternative” è qui usato perché più accessibile e chiaro, non è, cioè, condizionante nel senso di normalità o meno. Le realtà alternative vanno separate dalle false realtà fraudolentemente realizzate per averne, per esempio, vantaggio. Descrivere le realtà alternative tra loro distinte è soprattutto di utilità pratica poiché tendono a fondersi tra loro, ad associarsi realizzando anche condizioni articolate piuttosto complesse.
REALTÀ ALTERNATIVE
ALLUCINAZIONI
Sono realtà errate poiché vissute “come di origine sensitiva”, sono, invece, prive di stimolo o oggetto esterno dai sensi percepito.
Sono:
- visive (fiamme, bagliori, figure, scene);
- uditive (voci, suoni, musiche);
- olfattive e gustative (odori strani, sapori insoliti);
- tattili (toccamenti, bruciature, strisciamenti, sensazione di freddo o di bagnato).
Per essere tali le allucinazioni devono aversi in condizioni di sana funzionalità sensoriale.
Sono normali le allucinazioni che possono aversi al momento del risveglio o dell’addormentamento. In alcune culture possono essere parte della ritualità religiosa o sociale (sostanze per indurle spesso vengono impiegate).
DELIRI
Sono realtà errate interiori, convinzioni false fortemente radicate. A volte può risultare difficoltoso distinguere un delirio da una idea relativamente coerente, tenacemente sostenuta.
Sono diversi i temi che li costituiscono, alcuni comuni di seguito.
- Delirio di persecuzione
Chi ne è affetto crede di essere seguito, imbrogliato, spiato, infastidito, di essere oggetto di un complotto o di maldicenza. Tipicamente cerca “giustizia” appellandosi con inusuale insistenza alle istituzioni, può anche ricorrere alla violenza per farsi giustizia da solo. - Delirio di riferimento
Chi ne è affetto è convinto che giornali, canzoni, libri e altri mezzi o modi di comunicazione dicano di lui. - Delirio di grandezza (megalomania)
Chi ne è affetto crede di avere inusuale talento, di aver fatto una grande scoperta, di essere molto ricco o molto famoso. - Delirio di gelosia
Chi ne è affetto crede che il coniuge, compagno o amante sia infedele. Tale convinzione si basa su “costrutti artificiosi” (prove improprie, capacità di comprendere i veri sentimenti altrui). Talvolta si giunge alla violenza fisica. - Delirio erotomane
Chi ne è affetto crede che un’altra persona sia innamorata di lui/lei. Comuni telefonate, lettere, appostamenti e altro nella volontà di avvicinarla. Tale comportamento può dar luogo a problemi legali. - Delirio somatico
Chi ne è affetto crede di avere un problema più o meno grave di salute o fisico (deformità, cattivo odore, parassitosi). - Delirio di furto o innesto del pensiero
Chi ne è affetto crede che altri leggano la sua mente, che i suoi pensieri vengano trasmessi ad altri o che forze esterne gli impongano pensieri, istruzioni, suggerimenti. - Delirio nichilistico
Chi ne è affetto è convinto che si verificherà un evento catastrofico.
DISSOCIAZIONI (disturbi dissociativi)
Sono realtà caratterizzate da alterazioni della propria normale integrità/integrazione psicofisica. Le indichiamo di seguito.
- Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione
Esperienze “irreali” di cui la persona è consapevole. La depersonalizzazione consiste nel “non sentirsi in sintonia” con il proprio corpo, i sentimenti, le sensazioni. Vi è bassa o nulla emotività e sensibilità (anche fisica), affettività piatta, estraneità fisica (come robot o automa).
La derealizzazione consiste nel “non sentirsi in sintonia” con l’ambiente. Si è in un sogno, nella nebbia, il mondo è distorto, artificiale, i suoni e le voci non si sentono o si sentono troppo, gli oggetti sono di dimensioni sbagliate (troppo grandi o troppo piccoli), piatti o esageratamente rilevati. - Amnesia dissociativa
La realtà è smarrita, l’informazione o le informazioni rilevanti e personali sono perdute. Inconsapevolmente a volte evocata nei gesti (una donna violentata in ascensore può improvvisamente rifiutarsi di usarlo). Nella amnesia dissociativa è infrequente la “fuga dissociativa” (viaggi, vagabondaggi di durata variabile, si può giungere alla permanenza costante in una nuova sede con nuova identità e lavoro). - Disturbo dissociativo dell’identità
La realtà interiore è stravolta. Nella “forma di possessione” un essere soprannaturale (demone o dio) o uno spirito, a volte anche una definita persona provvedono alla “strutturazione” di una “realtà altra” che non si desidera, ma non si riesce ad evitare. In alcune culture la “possessione” rientra nella pratica culturale o spirituale, in tale eventualità non è un disturbo, viene indotta e voluta.
Nella “forma di non possessione” realtà intrusive, come di altri individui, si manifestano. Non è vera possessione. Il corpo viene sentito diverso (bambino, di sesso opposto, più magro o più grasso), cambiano i modi di agire, parlare, prospettive e preferenze (cibo, attività, abbigliamento). A volte si palesano voci interiori, anche da entità spirituali.
FALSI RICORDI
Sono più comuni di quanto si possa ritenere, in particolare quelli “abbastanza coerenti” o “giustificati” in qualche misura da fatti anche da altri conosciuti.
Possono indurre serie difficoltà in ambito giuridico (ricordi fittizi di violenza, stupro o altro), in ambito psicoterapeutico (a volte sono gli stessi psicoterapeuti a provocarli per suggestione o incauti suggerimenti), in ambito familiare, relazionale, lavorativo.
Se contestuali a psicopatologie la possibilità di pensarli è logica, se inseriti in contesti di normalità possono non essere pensati.
Il falso ricordo aderisce adeguatamente alla definizione di realtà, è senz’altro “esperienza vissuta al momento presente”. Chiaramente è esperienza autentica, poiché la persona è sincera altrimenti sarebbe frode.
Stabilire se un ricordo riferito sia vero è possibile? La risposta delude, non esistono per ora criteri certi di distinzione. Com’è nella buona pratica scientifica e medica bisogna cogliere indizi per capire cos’è più plausibile, obbiettivamente verificare quando possibile.
Non sono gli uomini disponibili ad aderire sempre e comunque alla verità, sono invece piuttosto propensi a salvaguardare al meglio il loro esistere, anche ingannandosi senza essere magari consapevoli di farlo. Parte dei falsi ricordi può trovare in questa asserzione la sua interpretazione.
ILLUSIONI E INTERPRETAZIONI
Tralasciando altro che può confondere o sviare, le illusioni sono realtà errate di carattere sensitivo, cioè esiste, diversamente che nelle allucinazioni, lo stimolo o oggetto dai sensi percepito, le interpretazioni sono, invece, realtà errate, convinzioni sbagliate, diversamente che nei deliri, su accadimenti concreti.
Per intendere meglio è un’illusione udire una melodia nello sferragliare di un vecchio treno o vedere nella macchia di un muro una ben definita figura. Invece è interpretazione ritenere ostile lo sguardo o un gesto del tutto neutro di qualcuno che per caso s’incrocia in strada, dare significato ironico o minaccioso ad un saluto, dare valore profetico al colore di un indumento.
Deliri e allucinazioni sono presenti e tipizzano (i deliri soprattutto) le condizioni di seguito indicate.
- Schizofrenia: malattia cronica ad esordio solitamente nell’adolescenza e prima età adulta.
- Disturbo schizotipico di personalità: (vedi: Personalità e disturbi di personalità).
- Disturbo delirante: vi è complessiva normalità, basta non mettere in discussione il delirio.
- Disturbo psicotico breve: di durata inferiore al mese.
- Disturbo schizofreniforme: i sintomi sono quelli della schizofrenia, ma non vi è cronicità.
- Disturbo schizoaffettivo: si associano sintomi depressivi o maniacali.
- Psicosi condivisa: una persona o più persone, solitamente i familiari, vengono indotte al delirio o anche a credenze insolite dal soggetto primariamente psicotico; affine si può considerare il manifestarsi di delirio nel partner di individuo con delirio.
- Disturbo psicotico indotto da sostanze e farmaci: per esempio alcol, cannabis, anfetamine, sedativi, ansiolitici, cocaina.
- Disturbo psicotico secondario ad altra condizione: per esempio epilessia, tumori del sistema nervoso centrale, ictus, emicrania, problemi ormonali.
Disturbi dissociativi o dissociazioni costituiscono gruppo a se, anche se suoi sintomi sono possibili in altre condizioni. Falsi ricordi, illusioni e interpretazioni sono molto comuni, spesso “normali”.
Le superstizioni, per esempio, sono interpretazioni ampiamente presenti, esse condizionano non solo i comportamenti individuali, ma anche quelli della comunità.
Erano illusioni degli antichi marinai le sirene, creature del mare, metà donna e metà pesce, presagio di sciagura e incanto. Sono, di fatto, dugonghi e lamantini mammiferi che vivono in acque salate.
CONCLUSIONI
La realtà, anche il sogno, la fantasticheria, il gioco lo sono, ha confini in termini di normale, poco normale, affatto normale sfumati. Siamo costruttori di realtà e nessuno di noi è immune dalla possibilità di costruire realtà errate. C’è bisogno di umiltà nel costruire realtà, magari non ci consente di non sbagliare in assoluto, ma certamente di meno.
La terapia nelle condizioni che la richiedono è farmacologica e psicoterapia, quest’ultima e il coinvolgimento motivato e consapevole delle figure parentali si dimostra utile anche nelle situazioni più impegnative (schizofrenia). La precocità del trattamento è fondamentale.
