“Non c’è costrizione nella religione”
Corano
Corano
RELIGIONE
Per quanto ci è dato conoscere fin dalle origini le religioni sono parte essenziale nella storia dell’umanità.
Il monoteismo attuale prevalse in tempi non così lontani sul politeismo, prima diffuso e praticato. Ebraismo, cristianesimo, islam, religioni monoteiste, ebbero comune seme fruttifero in un territorio ristretto del vicino oriente, tra Palestina, Siria e Penisola Arabica. Sono religioni abramitiche o del “libro”, poiché in particolare riconoscono come dio comune quello di Abramo dell’Antico testamento.
Così come da una stessa fonte si generano tre corsi d’acqua, da un unico principio divino le tre religioni discendono.
Per l’ebraismo Mosè testimoniò l’alleanza tra dio ed Israele (Antico testamento), per il cristianesimo Gesù di Nàzaret, dio stesso incarnato, schiuse la porta della redenzione (Nuovo testamento), per l’islam Maometto è l’ultimo dei profeti, è sigillo dei profeti, dopo di lui più nessuno potrà parlare in nome di dio (Corano).
Nell’Antico testamento l’israelita trova il suo destino: Jahvè è il dio d’Israele, egli ha fatto del popolo d’Israele il suo popolo ed ad esso ha promesso la terra. Vuole Jahvè fedeltà, dà le sue leggi (doveri, condotte), c’è una alleanza tra Jahvè ed Israele che prepara il compimento della promessa.
Per il cristiano il Nuovo testamento è continuità e fine dell’antico, ha parabole, insegnamenti, indica la via morale, disegna la condotta in questa vita e per la vita oltre.
Per l’islamico ad Allah, che è dio, appartengono i nomi più belli, nel Corano i precetti etici, le norme di vita spirituale e civile, ma anche norme politiche e giuridiche sono indicate. L’Ayatollah, segno di Allah, è l’autorità religiosa suprema, in Iran anche politica.
Già sufficiente quanto detto per poter affermare che avvicinare, conciliare, almeno abbastanza, tra loro le religioni monoteiste presenta qualche difficoltà. Per altro non è corretto formulare troppe eccezioni, interpretazioni e reinterpretazioni, aggiustamenti ed esclusioni per plasmarle al bisogno poiché questo svilirebbe il senso del divino che intride o dovrebbe intridere i testi creduti sacri.
La giusta via sta nel dar forza, con onestà intellettuale e senza faziosità, a ciò che unisce piuttosto che a quello che divide, nel segno del comune dio.
Vero è, ma è costume umano, che queste religioni possono facilmente, abilmente essere manipolate per legittimare infamie di ogni genere. Così è stato, così ancora è, in misura minore, con un incremento nel momento presente, era dell’IA.
POLITICA
Il giorno 7 di ottobre del 2023 fu il principio degli eventi che hanno reso la Striscia di Gaza quella di oggi, surreale e apocalittica. L’iniziale giustificata reazione d’Israele ben subito è divenuta sistematica distruzione di tutto e indiscriminata uccisione e mutilazione. Il presidente americano D. Trump ha promosso la pace e lanciato il Board of Pace per Gaza, ma pace non è mai veramente stata e ancora non lo è.
Il popolo della Striscia soffre malnutrizione, carenza d’acqua e di assistenza sanitaria. Ci si ammala e si muore. È crisi umanitaria. Non rendono onore e offendono il popolo d’Israele, che tantissima sofferenza e morte ha patito nella sua storia recente, governanti come il ministro Itamar Ben-Gvir che dice parole disumane contro i palestinesi, negando perfino l’esistenza di un popolo palestinese, “è un popolo inventato”.
Ancora, come è già ormai da tempo, la colonizzazione della Cisgiordania da parte d’Israele procede. Per allontanare i contadini palestinesi dalle loro terre i coloni israeliani danneggiano le infrastrutture idriche palestinesi, si appropriano di sorgenti, limitano l’accesso all’acqua.
Difficile credere in tale scenario che Hamas naufraghi, al contrario riprenderà a navigare. Se lo scopo dichiarato d’Israele era la scomparsa di Hamas, Israele ha fallito. Se in Libano lo scopo d’Israele è la scomparsa di Hezbollah, sta fallendo. I ragazzi Hezbollah (così sono chiamati dalla gente) nella occupazione israeliana del Libano, nella distruzione delle abitazioni e uccisione di civili trovano nuova ragione di esistere e anche amministrare, quasi sostituendosi al governo ufficiale considerato di poca influenza e temperamento.

Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano.
Un preoccupato Benjamin Netanyahu, leader d’Israele su cui incombe un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità e di guerra, oggi appare più che mai ostaggio delle forze di destra ultranazionaliste, di cui Ben-Gvir è parte, votate per volere e favore divino alla realizzazione della grande Israele.

Pastori evangelici impongono le mani su D. Trump invocando la benedizione divina.
Altro favorito dalla divinità è Donald Trump, ben due volte per volontà di dio sottratto all’assassinio. Con D. Trump lo slogan storico della politica americana “Make America Great Again” (rendere l’America di nuovo grande) o MAGA ha raggiunto l’apogeo. Lo slogan è antefatto a principi enunciabili così: America first, nazionalismo economico, forte protezione di quegli aspetti culturali e religiosi considerati fondamenti della nazione, diffidenza verso media, università ed istituzioni non allineate.
D.Trump offende, umilia, blandisce, tratta e ritratta senza alcuna remora, altera e cambia gli eventi e la loro narrazione, plasmandoli affinché mai palesino debolezze ed errori. In consesso internazionale esordì al suo ingresso “I am the boss”, suscitando sorrisi e silenzi imbarazzati. La grandissima parte degli uomini di governo ha peso e visibilità finché è alla guida, poi svanisce e altri si concretizzano. Pochi lasciano segno e memoria nel bene o nel male. D. Trump sarà ricordato. Certamente scorrendo la sua storia privata e pubblica vi sono serie incertezze sulla sua reale passione religiosa. È vessillo di dio e devoto nella misura in cui lo è V. V. Putin, leader russo.
Vladimir Vladimirovic Putin, infanzia poverissima, da funzionario del KGB e quindi direttore del FSB (sostituì il KGB), giunse al timone della Russia. Riorganizzò e rese prospera la nazione, orfana di diversi stati satelliti e di influenza internazionale.
La mancata osservanza degli accordi di Minsk da parte della confinante Ucraina (secondo la Russia, non secondo l’Ucraina) fu assunto come motivo della sua invasione e del conflitto ancora in corso. Ora l’UE si è preso carico o si è dovuto prendere carico completamente del supporto economico e militare (indiretto) dell’Ucraina, dopo il pressoché completo abbandono degli USA, prima alfiere della opposizione al “macellaio” Putin.
Ancora, grazie all’esperienza sul campo e alle sovvenzioni esterne l’Ucraina è oggi produttrice e venditrice (anche all’Italia) di tecnologia di guerra sofisticata, di armi che stanno generando un modo diverso di distruggere e uccidere: i droni. La Russia è in difficoltà, ma improbabili suoi cedimenti. Non ci è dato di intendere in che cosa consista la “pace giusta” che in particolare leader politici minori (quelli europei) pubblicizzano e invocano. Vero è che l’UE troppo precocemente e improvvidamente ha abortito il dialogo con la Russia, dialogo che poteva, anche nel tempo portare a soluzioni.
Tornando allo scopo dello scritto, relazione tra politica e religione, indubbiamente qualche perplessità suscita il fatto che V. V. Putin, estraneo alla religione, sia divenuto praticante devoto e sostenitore della Chiesa ortodossa di Russia che benevolmente ora lo appoggia nel conflitto contro l’Ucraina. Il risultato è che tra la Chiesa ortodossa di Russia e quella Ucraina è separazione.

Kirill, patriarca ortodosso russo con V. V. Putin.

Epifanio, metropolita di Kiev, con lui la scissione della Chiesa ortodossa ucraina da quella russa.
CONCLUSIONI
È lapalissiano: non è confutabile che le religioni siano state e ancora oggi siano usate per scopi tutt’altro che benevoli, universali, santi.
Di recente la Religious Liberty Commission, voluta da D. Trump, i cui componenti sono tutti cristiani più un ebreo ortodosso, è giunta alla conclusione che “il Dipartimento alla Giustizia chiarisca che la Costituzione non prevede la separazione tra Chiesa e Stato”. Della Commissione sono stati componenti per i cattolici il vescovo Robert Barron e l’ex arcivescovo di New York Timothy Dolan. Sulla scia subito lo Stato del Texas ha reso obbligatoria la lettura della Bibbia per oltre 5 milioni di studenti delle scuole pubbliche. Preoccupante. Già Camillo Benso conte di Cavour affermava: libera Chiesa in libero Stato. Fin dove si vuole portare indietro l’orologio del tempo nel civile occidente? L’incertezza del momento storico attuale non aiuta, le persone cercano certezze che rassicurino in chi le offre abilmente e semplicemente. Facile così sbagliare, difficile potrebbe essere correggere.
Vi sono, tuttavia, fattori rassicuranti. Penso alla globalizzazione della informazione, informazione che oggi riesce a penetrare anche le censure più tenaci. Con buon senso e razionalità attenta è poi relativamente semplice riconoscere fake news e tentativi di manipolazione. Penso al fatto che i più giovani soprattutto sono di molto più votati alla dimensione umana che a quella divina, chi segue un credo religioso, poi, lo fa di solito senza intemperanze o interferenze. È un buon rassicurante auspicio.
Silvestro Bevilacqua