Verruche cutanee comuni e anogenitali

Sono causate dal Virus Papilloma Umano (HPV) di cui si contano numerosi tipi. Frequenti e diffuse, interessano tutte le età, sono, comunque, meno presenti tra gli anziani.

VERRUCHE CUTANEE COMUNI

L’infezione avviene per contatto diretto o mediato. Possono essere nodi (fino a 10 mm di diametro, più spesso interessano dita-ginocchia-gomiti-volto; possono avere aspetto diverso per esempio a cavolfiore o essere peduncolati)-filiformi ( escrescenze strette, lunghe, irregolari, di solito su palpebre-volto-collo-labbra)-piane (interessano solitamente bambini e giovani, più spesso al viso o in prossimità di ferite da grattamento)-palmari e plantari (su palmo della mano e pianta del piede, piatte a causa della pressione; la confluenza di più verruche plantari forma verruche dette a mosaico)-periungueali (intorno all’unghia, hanno aspetto a cavolfiore, più comuni tra chi soffre di onicofagia). Frequentemente regrediscono spontaneamente. Possono risolversi dopo anni o recidivare nelle stesse sedi o in posti diversi. Un’evoluzione maligna è molto rara. E’ corretto considerare, in particolare, tale possibilità in soggetti immunodepressi.
Aspetto e sede sono solitamente sufficienti per fare diagnosi; rara l’indicazione alla biopsia.

VERRUCHE ANOGENITALI

Dovute ad alcuni tipi di HPV (6-11-16-18……). Costituiscono la più comune malattia trasmessa sessualmente (tutti i tipi di rapporto). Negli uomini le sedi abituali delle lesioni sono prepuzio, uretra, pene, ano e retto; nelle donne vulva, vagina, cervice uterina, perineo, uretra, ano e retto.
Quando visibili le verruche anogenitali o condilomi sono piccole formazioni grigiastre o rosee, molli, tendenti alla crescita. Difficili da individuare le verruche piane, solitamente dovute ai tipi HPV 16 e 18.
L’infezione anogenitale da HPV può evolvere in tumore maligno (cervice uterina, ano, pene, cavo orale,….). Il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero) da HPV è frequente, tuttavia, non così tanto se si considera che circa l’80% delle donne contrae infezione da HPV almeno una volta entro i 50 anni di età.
Anche le lesioni anogenitali da HPV, come quelle cutanee comuni, frequentemente si risolvono spontaneamente e possono recidivare. In soggetti con deficit dell’immunità tendono più facilmente a persistere, diffondersi o evolvere verso la malignità. La diagnosi è clinica, con ausili (colposcopia, anoscopia, peniscopia) e di laboratorio (ricerca/tipizzazione HPV). Attualmente nelle donne in termini di prevenzione del cancro della cervice uterina è fortemente consigliata la vaccinazione anti HPV. L’età più indicata per attuarla è 12 anni, in ogni caso prima dell’inizio dell’attività sessuale. Se non fatta ha comunque ancora senso attuare la vaccinazione in donne già sessualmente attive. Come comunemente si potrebbe ritenere, però, la vaccinazione non protegge completamente dalla malattia. E’ indicato che tutte le donne, anche quelle vaccinate, eseguano il Pap Test ogni 2 anni dai 21 anni di età e un primo test dell’HPVDNA a 30 anni.
L’utilità della vaccinazione nell’uomo non è chiara, l’uso del preservativo è utile, ma non sempre sicuro.

TERAPIA – Verruche cutanee comuni

Sono impiegati topici. Nelle forme lievi, più frequenti, composti a base di acido salicilico-acido lattico danno buoni risultati ( non sono da usare sul viso).

Nei bambini con lesioni estese e numerose si sono dimostrati utili gli antigeni da Candida (immunoterapia da contatto). Impiegati anche la crioterapia, la laserterapia o l’asportazione chirurgica.
La mesoterapia è abitualmente molto efficace per la sua duplice azione, immuno-stimolante e terapeutica locale. Da considerare ancora l’Omotossicologia, anche come mesoterapia.

TERAPIA – Verruche anogenitali

Considerando che il periodo d’incubazione (tempo che intercorre dall’ingresso del virus alla comparsa dei sintomi) varia da 1 a 6 mesi sarebbe opportuno che i partenr sessuali attuali e non vengano esaminati.
Il trattamento prevede:

  • rimozione della lesione (crioterapia, elettrocauterizzazione, laserterapia, escissione chirurgica)
  • trattamento topico (antimitotici, caustici, induttori di interferone alfa).

L’efficacia rimane incerta. La mesoterapia può rappresentare per le sue peculiari caratteristiche un valido strumento terapeutico alternativo, così l’Omotossicologia anche come mesoterapia.