Virus e Batteri: conoscere per capire

VIRUS

Sono i più piccoli organismi contenenti RNA o DNA; per la loro riproduzione dipendono completamente da cellule “ospiti”: batteriche, vegetali, animali, umane.
Sono diverse centinaia i virus che possono infettare l’uomo. A seguito di una infezione virale si può avere:

  • Una malattia importante dopo un periodo d’incubazione breve;
  • Una malattia lieve;
  • Nessuna malattia.

I virus possono restare nelle cellule ospiti in forma “non attiva” anche per anni; uno stimolo, in particolare un deficit immunitario, può riattivarli dando malattia.
Alcuni virus, come detto, compiono il loro ciclo biologico in animali (artropodi, vertebrati o entrambi) rappresentando l’uomo un ospite secondario o accidentale.
Anche i virus come i batteri possono andare incontro a mutazioni di adattamento.

BATTERI

Sono piccoli organismi a solo DNA, che ne assicura la riproduzione. Molti batteri sono presenti negli esseri umani come normale flora microbica, sono, per esempio, in gran numero nel tratto gastrointestinale dove hanno funzione di protezione e digestiva. In condizioni di necessità il DNA batterico può modificarsi. Si tratta di un normale meccanismo  evolutivo che consente ai batteri di sopravvivere, per esempio, se aggrediti dagli antibiotici. Solo una minoranza dei batteri causa malattia nell’uomo.

ANTIBIOTICORESISTENZA O ANTIMICROBICARESISTENZA (AMR)

L’antibioticoresistenza è la capacità acquisita dei batteri di vivere e moltiplicarsi nonostante la terapia antibiotica. Nel mondo dal 2007 il numero di decessi associati a infezioni resistenti agli antibiotici è aumentato drammaticamente. Si stima che sia l’Italia in Europa il paese con il più alto numero d’infezioni con batteri resistenti. Tra i batteri resistenti quelli più frequentemente riscontrabili sono Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli. L’antibioticoresistenza  costituisce un grave problema di salute pubblica e una minaccia alla sostenibilità del sistema sanitario.

EPIDEMIE

I modelli finalizzati a predire l’evoluzione delle epidemie hanno un numero piuttosto alto di variabili da considerare. Anche se possono essere di una qualche utilità, la possibilità di errore è significativa. Non ci sarà un’epidemia che eliminerà tutti dal pianeta, ma epidemie che avranno impatto e andamento diverso nei vari paesi e persino nello stesso, proprio a causa delle variabili che non permettono una interpretazione universalmente applicabile.
In caso di epidemie trasmissibili per via aerea una variabile possibile è l’adozione di comportamenti di contenimento che limitano il numero di decessi e non collassano i sistemi sanitari. Possono, tuttavia, dilatare il tempo di durata della epidemia e realizzare una distribuzione non uniforme dei contagi. L’immunità di gruppo o di gregge si realizza, così, lentamente e non in modo uniforme sul territorio.
L’intervento di altre variabili, come i cambiamenti di stagione, sono allora fondamentali per fermare definitivamente l’epidemia. Rimane concreta la possibilità che, seppure meno aggressiva e in forma non più epidemica, l’infezione persista o si ripresenti.

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Quando pensiamo ai cambiamenti climatici quasi mai pensiamo ai microrganismi. Sono loro, in realtà, i veri padroni del pianeta, in numero che facciamo fatica solo ad immaginare provvedono alla decomposizione e al riciclo della materia e partecipano al 50% alla fissazione della CO2 e alla produzione di O2. I cambiamenti climatici, turbando gli equilibri dei sistemi ecologici, comportano:

  • Maggiore presenza d’inquinanti che ci rendono più “sensibili” a tumori e malattie infettive;
  • Diffusione di insetti esotici in latitudini diverse dalle originali con la possibilità della comparsa di malattie tropicali;
  • Maggiore incidenza di “mutazioni di adattamento” di batteri e virus;
  • Più lunga persistenza nell’aria di agenti infettanti per la maggior presenza di polveri “sospese”.

CATTIVA INFORMAZIONE E SOCIETÀ

Il successo della cattiva informazione è dovuta al fatto che gli esseri umani sono piuttosto sensibili alle comunicazioni emotivamente coinvolgenti, tendono ad appoggiare quelle informazioni che confermano i loro pregiudizi e le loro convinzioni, hanno minore o nessuna fiducia nelle istituzioni. Le persone che attuano disinformazione lo fanno solitamente per denaro, notorietà o semplicemente per il piacere di farlo. Capita così che, in caso di eventi estremi come può essere una pandemia, si dia credibilità a tesi complottistiche, di guerra biologica o alla possibilità di “virus costruiti in laboratorio” che vengono in contatto con il mondo esterno. Eventi di questo tipo sono irrealistici o non convenienti. E’ possibile, invece, come già accaduto, che gruppi terroristici o sette possano impiegare strumenti di guerra biologica, in particolare i batteri.

CONCLUSIONI

Per far fronte alla resistenza antimicrobica è più che indispensabile un impiego appropriato degli antibiotici. Bisogna, perciò, abbandonare il principio di “medicina difensiva” e l’assunzione autonoma o errata di antibiotici da parte della stessa popolazione.  I vaccini batterici e la terapia con batteriofagi costituiscono, insieme alla ricerca di nuovi farmaci, importanti soluzioni da perseguire.
Parlare ancora di epidemie e pandemie è anacronistico. Esse sono, purtroppo, il frutto di “carenze sanitarie gravi” in paesi anche economicamente forti. Lo spostamento rapido di persone e cose tra i vari paesi del mondo permette, poi, agli agenti infettanti di propagarsi e diffondersi ovunque, in particolare ai virus a trasmissione aerea.  Ciò che serve è una Organizzazione Mondiale della Sanità capace di controllare e denunciare senza tentennamenti. Infine, come siamo abituati a proteggerci dal sole, dovremmo abituarci ad evitare la cattiva informazione che dilaga ormai nel mondo in tutti i settori.