TRA REALTÀ E ILLUSIONE ALLA RICERCA DELLA VERITÀ

Di sicuro interesse l’articolo pubblicato in terapieintegrate.it il 6 agosto 2026 “Quando la realtà s’incrina: allucinazioni, deliri, dissociazioni, falsi ricordi, illusioni e interpretazioni”.
Oggi comprendere a pieno il concetto di realtà è molto meno banale di quanto possa sembrare. Di cosa è fatta la materia che ci circonda e di cui siamo costituiti? Cos’è la realtà?
Se si potesse rispondere con precisione a queste domande l’umanità darebbe un senso alla propria esistenza su questo pianeta, raggiungendo finalmente la tanto agognata Verità!
Afferma l’autore:” la realtà è l’esperienza vissuta al momento presente, anche quando ricordiamo o prevediamo lo facciamo al momento presente, è quindi realtà”.

Abitiamo un mondo che possiamo vedere, ascoltare, toccare, odorare e gustare e siamo certi che è reale proprio perché lo percepiamo attraverso i nostri organi di senso. In proposito mi giungono due considerazioni relative rispettivamente alle applicazioni delle tecnologie informatiche e alla fisica.

REALE O VIRTUALE?

Dunque riteniamo vero quello che percepiamo attraverso i sensi, ma lo stesso accade con la realtà virtuale (VR), ovvero con il niente.

Oggi l’impressionante evoluzione delle tecnologie informatiche ha reso la realtà virtuale accessibile a tutti: è sufficiente indossare un visore per visitare città d’arte, musei o foreste tropicali stando comodamente seduti sul divano di casa. I chirurghi usano la VR per simulare operazioni particolarmente complesse prima di farle sui pazienti. Tramite le simulazioni di volo vengono addestrati astronauti e piloti di aerei civili e militari. I ragazzi possono entrare nel loro videogioco preferito ed operare in prima persona interagendo con mondi fantastici.

Potremmo andare avanti all’infinito, ma la sostanza è che visori, periferiche di input e sistemi di posizionamento producono segnali artificiali in grado di stimolare la vista, l’udito e il tatto e, quindi, di sostituire gli stimoli provenienti dall’ambiente “reale” con quelli virtuali elaborati da un computer.

Stimoli che eccitano la retina, la chiocciola dell’orecchio e le innumerevoli terminazioni per il tatto. Tutti questi recettori trasmettono segnali a zone della corteccia cerebrale che li decodificano traducendoli in immagini mentali visive, sonore e tattili: le sensazioni.

Poco importa se i segnali provengono dall’ambiente “reale” o “virtuale”. Il nostro cervello continua a fare il suo lavoro: trasforma impulsi in immagini mentali, dandogli forma. Ciò significa che attribuisce forma agli stimoli, a qualunque stimolo e non è affatto detto che le immagini da esso create corrispondano ad oggetti materiali che si trovano nell’ambiente che ci circonda. Allora quanto è reale il mondo virtuale?

I LIMITI DELLA CONOSCENZA UMANA

La seconda considerazione è che in effetti l’uomo non percepisce o comprende mai nulla completamente. Ciascuno di noi, infatti, può vedere, udire, toccare e gustare, ma entro i limiti del numero e della qualità dei propri sensi.

Usando strumenti scientifici si possono compensare in parte le deficienze dei nostri sensi. Per esempio, possiamo estendere il nostro campo visivo ricorrendo a telescopi e microscopi o il campo uditivo grazie alla amplificazione elettrica; tuttavia anche i più complessi apparati possono solamente trasportare oggetti distanti o di piccole dimensioni nel nostro campo visivo oppure rendere più udibili suoni deboli.

A prescindere dagli strumenti usati, a un certo punto l’uomo raggiunge un limite di certezza al di là del quale la sua conoscenza non può procedere.

Recenti scoperte hanno dimostrato che il 95% dell’universo è fatto di forma, materia ed energia che noi non conosciamo, nel senso che non riusciamo a percepire con i nostri strumenti: per questo si parla di materia oscura ed energia oscura.
Viviamo in una piccola bolla definita dai nostri 5 sensi dalla quale sbirciamo il mondo e l’universo intorno a noi. Ci rendiamo conto che esiste una realtà molto più grande della nostra, una realtà che spesso ci prescinde e ci ignora pur contenendoci.
Non solo, le scoperte della fisica quantistica dello scorso secolo hanno dimostrato che quel misero 5% della realtà percepita attraverso i nostri sensi (realtà esperita), a livello subatomico ha un comportamento per noi inspiegabile, in quanto elusivo delle leggi della fisica classica.

Quanto sopra conseguenza del fatto che all’inizio del XX secolo i “ragazzi terribili” della prima generazione di fisici quantistici – Max Planck, Niels Bohr, Louis de Broglie, Paul Dirac, Erwin Schrodingr, Wolfgang Pauli e Werner Heisenberg (tutti premi Nobel) – dimostrarono “loro malgrado” come il concetto di realtà, così come percepito dai nostri sensi e rappresentato dalla fisica classica, fosse errato nella sostanza.

CONCLUSIONI

“Siamo costruttori di realtà e nessuno di noi è immune dalla possibilità di costruire realtà errate. C’è bisogno di umiltà nel costruire realtà, magari non ci consente di sbagliare in assoluto, ma certamente di meno”, così conclude l’autore dell’articolo “Quando la realtà s’incrina: allucinazioni, deliri, dissociazioni, falsi ricordi, illusioni e interpretazioni”.

Siamo piccoli esseri di un universo infinito e praticamente completamente sconosciuto. La nostra esistenza è misera e fugace e non sappiamo ancora perché siamo chiamati alla vita. Dovremmo, quantomeno, evitare i nostri tanti deliri e custodire, per le nuove generazioni, questo piccolo e magnifico pianeta che qualcuno generosamente ci ha messo a disposizione.

“Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli”.

Ivan G. Solano

31 Agosto 2026